ACQUA
DI LUNA
Acqua di luna dimenticata.
Cos'hai lasciato nel
mio silenzio
che ti avvolge come una coperta.
L'oggi
si dissolve in mani di luce.
Si dissolvono i miei sogni
nelle tue braccia dolcissime.
I miei capelli intrecciati di sospiri.
Chi sei tu che mi dipingi il cuore
coi colori
chiari della tenerezza.
Chi sei tu che sai guardare il cielo
e aprire
le tue ali nel tramonto.
(Vola con me in questa notte viva.
Raggiungimi
come una cometa.)
MARIANGELA
MARTUCCIA
POESIA
n. 2
II°
PREMIO
Se un giorno parlerete, per caso,
di una donna
che tentò di saltare
voragini alte su baratri fondi,
che
vinse battaglie contro il nulla…
- Sfidai le delusioni!
-
Scordate la mia lotta quotidiana,
la corsa
già perduta contro il tempo,
non ricordate questa
mia stanchezza,
occhiaie scure, rughe sulla fronte.
-
Ricoprii lo specchio! -
Ricordatemi mamma, coi miei
figli,
frutti della mia vita appesi al seno,
ogni
gioia, ogni dolore, incisi,
giorno e notte ancorati
al mio cuore.
- Tornai bimba con loro! -
Come
una gatta ho fatto le fusa,
desiderosa di qualche
carezza,
la tenerezza mi è stata negata,
ma nessuno
può uccidere i sogni.
Il mio accento, nel coro stonato,
sì
è alzato, più alto, più forte,
e in poesie dai mille
bagliori,
ho svelato del cosmo l'incanto.
- Vidi
sbocciare fiori! -
Farfalla dai cento colori io volo,
assalgo
sola il turbine dei venti,
mi scopro felice ogni
volta che
torna tenue fra i glicini il viola.
-
Colorai le parole! -
In versi di poesie senza valore
c'è
un universo tutto da scoprire,
ogni stagione dona
le sue gemme,
se sai sperare e credere ad amore!
PIERA
ALLOATTI
POESIA
n. 3
BUIO
Il sole è già alto
ma nei tuoi occhi regna ancora
il
buio della notte.
Tu hai solo mani per guardare il
mondo,
eppure sai che il cielo è azzurro.
Anche
tu, fanciullo,
hai corso a perdifiato tra le nuvole
e
felice hai amato i colori della terra.
Ora è tutto fermo lì,
alla stazione della tua
malinconia.
Talvolta, quando nell'aria c'è odore di neve,
le
tue palpebre socchiuse fremono impazzite
forse a
ricordare quell'ultimo inverno,
quell'ultimo sguardo
sul mondo.
Ora i prati sono immenso buio
ma puoi sentire
la rugiada inumidirti i piedi,
i fiori non hanno
più colore
ma profumano ancora.
Sei diventato
abile a comprendere
le parole del vento
e sai
sempre quando porta
il sole o la tempesta.
Spesso però, nelle giornate uggiose,
ti vedo ad
ascoltare
il ticchettìo della pioggia al davanzale
e
il tuo sguardo, sempre fisso nel vuoto,
pare cercare
la pace, un bagliore di luce
che d'improvviso venga
ad illuminare
il tuo buio.
MONICA
BRESCIANO
POESIA
n. 4
Buon compleanno, arcobaleno,
oggi ti celebro…
e
celebrarti è degli Dei come dei sognatori,
come un
corteo che sventoli stendardi al vento,
come l'oro
all'ocra del Morgana…
Ogni vita che giaccia in un
corpo pensante,
ogni legione di visi che hanno labbra
per sorridere,
occhi per addolcire, mani per accarezzare,
tutti
all'unisono per celebrarti si abbandonano a quest'encomio…
Figlio
dell'arte, del naturale adagio di tempere e pastelli
sul celeste,
danzando al feretro della pioggia esisti,
per
noi che crediamo nell'alchimia dell'incantesimo,
per
te che ci fai esitare, dimenticare il piovano ristagno,
sussurrare
in silenzio il celarsi del tuo passaggio…
Buon compleanno,
arcobaleno…
Oggi la tua dimora è l'ovunque…
con
la martora a riposo, oltre il cornicione…
con l'agnellino
claudicante, al seno stanco della madre partoriente…
in
braccio a quell'uomo che la natura ha reso cieco,
morente,
ma non dimentico della reggia a cui ha immolato il perdono…
Non
t'importa che il Paradiso si sfaldi, o che la cicogna
dispensi i tuoi segreti…
ora la frontiera abbraccia
le creste e i promontori, l'oltremare,
del firmamento
lo zaffiro e della valle la penombra,
e un bimbo
t'insegue col dito, ignaro del padre che lo imbraccia
sereno…
Chi del tuo percorso ne conosce a memoria
il tragitto
non sente affanno nello scrutarti sfuggire
all'immobilità dell'apparire,
sa che oggi è la grammatica
ad apprendere i tuoi versi, la matematica i tuoi logaritmi,
che
puoi parlare di fede alla scienza e di odio al crepuscolo,
ma
ugualmente perdonami,
perché del tuo orizzonte ne
seguo solamente una parte,
perché rifuggo dall'invidia
cercando l'immedesimazione,
perché vivi in quel momento
e lo insegui,
e per questo a te, arcobaleno,
buon
compleanno…
CLAUDIO
MECUELE
POESIA
n. 5
Canto
un inno alla gioia,
canto
un inno alla vita.
Canto
a Dio che mi ha esaudita.
Canto
alla Divin Madre e ai Santi
che
hanno per me intermediato.
Canto
agli angeli azzurri e bianchi
che
con professionalità
si
sono a me prodigati.
Canto
con chi mi ha voluto bene,
mi
ha dato una mano.
Canto
con chi ha pregato
e
mi è stato accanto.
Canto
a chi mi ha dato
un
sorriso e mi ha amata.
Canto
perché sono rinata!
E
mi sento beata!
CATERINA
PRATO
POESIA
n. 6
COLAZIONE
a C.
Sul tavolo trasparente di cristallo
un cesto di
vimini ho posato
tra un raggio di luce grigio delicato
e
l'aria spessa ed umida del sonno.
Due tovaglie di fiandra bianca ricamata
due piattini
di ceramica fine decorati
e le grandi tazze avite
rosse di svolazzi.
D'argento brillante due cucchiaini lucidati
un
vasetto torbido di miele d'acacia cristallizzato
e
d'arance di Sicilia l'occorrente per due spremute.
Due artigianali cannoli di vellutata crema riscaldati
minuscoli
pasticcini su un vassoietto allineati
e di piccoli
centrini una festosa inamidata abbondanza.
D'esotico aroma la nera farina di scelti chicchi
miscelati
di giornata il latte grasso nel vetro spesso
raffreddato
e un luccicante sifone per ben gonfiare
la bianca schiuma.
Un libro di versi tristi dagli accenti appassionati
un
disco di Beethoven con un ritmo misurato
ed un fitto
mazzo di piccole delicate margherite.
Dal tavolo trasparente di cristallo
il telefono
importuno hai sollevato
tra un sorso distratto ed
indifferente
ed il mio sguardo triste e lucido di
disincanto.
FEDERICO
FERRERO
POESIA
n. 7
Il mio cuore leggero volteggia sospeso nell'aria,
legato
alla terra da un filo invisibile.
Così è anche il sentimento che mi tiene stretto a
te.
Libero di amare e di volare come
un aquilone,
nell'azzurro
infinito del cielo.
LORENZO
TOMATIS
POESIA
n. 8
E' qui, in questo teatro senza scena,
che si consuma
l'ultimo atto di questo dramma in un atto solo!
Un
solo atto un solo attore,
protagonista e antagonista
di se stesso
che solo sa di doverti amare e che,
antagonista
di se stesso,
con la mente sa che amarti non dovrebbe
che
rifuggerti è la cosa giusta, già giusta…
ma duellante
assai più forte, assai più abile è il cuore,
priva
di ardore battagliero è la mente,
sconfitta prima
ancora che la tenzone abbia inizio.
Teatro è la vita
e l'unico atto è la vita stessa
Che vissuta in te
è prima donna in scena aperta,
ma che senza te…
che
cali giù il sipario!
PASQUALINO
LATELLA
POESIA
n. 9
I morti sono racchiusi
tutti dentro l'anima,
accomunati
da un rauco grido
che intreccia ricordi e lacrime
come
fossero un unico orizzonte.
Il tempo incerto
che segna l'orologio
ha ricami
di sangue,
nella solitudine del perdono,
nel dolore
dei volti
premuti contro i reticolati.
Restano dentro gli occhi
le immagini delle fanciulle
stuprate,
dei bimbi condannati
a non diventare
uomini.
Gli eroi risalgono
dai sepolcri violati
e altissima
cade dal cielo
la pioggia intrisa di morte,
le
ombre del passato
hanno il sogghigno amaro
della
fratellanza violata.
La verità siamo noi
ripetevano gli assassini,
folli
usurpatori di libertà.
Il silenzio
è la pietà dei giusti.
CLAUDIO
BELLINI
POESIA
n. 10
I salici solo piangono all'alba, quando nessuno li
vede,
e ancora non sai se, da est, il sole scavalca
il tuo muro.
Nel granturco l'acqua ristagna che i trattori, al
buio,
han lanciato alle chiuse e nei fossi e l'han
tolta alla terra.
I fossi son gole profonde ove i
vecchi han dato di falce e di vanga.
Nell'ombra più
folta han visto la verde nutrice gonfiarsi
e, feroce,
colpire l'incauto fanciullo che ne ha teso il collare.
Un cenno di mano, da sempre, è il nostro saluto
ché
il fiato e la forza li diamo alle zolle
e il nome,
nel sudore, non conta.
Ha brividi anche il motore,
fra gli argentei spruzzi, e sudore d'olio pesante
ma,
inesausto e rombante, saccheggia il gelido pozzo
ove
candida luna mai giace e lo perde lontano.
La voce
(una sola) bassa la diamo ai guardiani dalle nari sagaci.
Col
pelo, d'estate men folto, ci annusan le mani
e, al
trotto, lavoran di coda se andiamo per campi.
Ci
tengon da conto, come fossimo figli,
e, ansando,
rifiutan la corsa per starci più accanto.
Tra i salici all'alba, quando nessuno ci vede,
spendiamo
parole (con le labbra e con gli occhi) e promesse d'amore.
Acquattàti, sospiri lievi di Rex e di Fama fan carezze
sul cuore.
Passasse lungo il soffice ciglio, anche faremmo salva
la vita alla scaltra Renard
che fra i bracci segreti
scompare del Maira,
nell'arsura più mite.
Quando nessuno lo vede, da est, languido un sole
scavalca in foglia la vergine vite
E son fiotti d'aurora silenti sull'aia che, libera,
indora.
GIOVANNI
GALLI
POESIA
n. 11
Guardaci da lassù, fraterno Amico,
guarda che
siamo in basso, e dacci un pò di luce.
Ascolta la
mia preghiera e quel che dico
perchè la gola è stretta,
e non ho voce.
L'Amore che regnava s'è perduto
perchè non ha
dimora sulla terra,
guarda con occhi tristi quello
ch'è accaduto,
prova tante strade, ma trova solo
guerra.
Dov'è, si chiede, quella fratellanza,
che andiamo
predicando da millenni?
Perchè, ripete, gli occhi
non han più speranza
e i cuori son ricolmi sol d'affanni?
E mentre disperato guarda il cielo
s'accorge di
quanto il mondo è trasformato,
china il suo capo
e agli occhi viene un velo
di gran dolore per l'uomo
ch'è impazzito.
Poi come me ripete a Dio: " O Tu che sei la
Luce,
illumina la strada a chi decide.
Parla con
chi ci guida, insegnaci la pace
ormai quaggiù nessuno
più sorride...".
Unisce poi le mani, e dice : " Fà che sia finita
";
giunge nel suo vagar ad una strada stretta,
guarda,
e s'incammina verso una salita,
ma spaventato, invoca
ancora il cielo, siede e aspetta...
GRAZIELLA
TAFFURI TINTI
POESIA
n. 12
Stiamo cercando di abbracciare
questo cielo infranto
uomini
persi, noi,
nei cristalli dei nostri occhi.
Ricchi
di gocce di infinito,
abbandonati nel buio inconscio
smarriti
nei nostri labirinti.
Ma forse una luce rimane
fra
le nostre pagine perplesse,
sbadiglianti di logori
bagliori di pace.
E' al passaggio di un bambino
che
si rasserena il cuore.
E' al movimento ondulato
di
ogni nuova primavera
che si consola il vento,
sorretto
nella impalpabile sera
tra il bisbiglio del mare
inquieto
e la fermezza di queste montagne.
E la
pace è là, solitaria e triste
vegliarda ed inerme
come
un'anziana ansimante,
ad una passo dalle nostre conquiste,
ad
aspettarci fiera dei propri anni
ed inconsolabile
dei propri rimorsi.
SIMONA
BELLONE
POESIA
n. 13
Ti odiamo, bambina, per la rabbia che hai.
La
rabbia repressa e la fame di sempre,
i tuoi dieci
anni, vissuti per niente.
Ti odiamo, bambina, sei
troppo ribelle.
Rinneghi il passato e percosse subìte.
Non hai
un futuro, è uguale al presente:
è
rabbia, il presente, la rabbia di ieri.
Bambina ribelle,
ribelle da sempre.
Io venni a trovarti, a veder la tua terra:
ricordo
quei campi al tramonto d'estate,
si
sente nell'aria profumo di grano,
di erba tagliata,
di fieno che secca.
Andammo per mano a
vedere i dintorni.
Dicesti il tuo mondo e la vita
di sempre,
la rabbia che hai dentro, senza altri
domani.
Bambina ribelle, ho guardato i tuoi occhi.
In fondo ti stimo, bambina ribelle,
riuscendo
a lottare tu sola da sempre.
Ribelle tu sei, non
sappiamo capirti.
Ribelle per noi, ormai troppo borghesi.
Intanto continua la solita vita:
per te con la
fame, per noi con la rabbia.
La rabbia di sempre
che sfugge al pensiero:
il tempo che passa, e la
rabbia rimane.
Ti vorrei come figlia, bambina ribelle.
Come figlia
per sempre, e imparare da te.
Rimani ribelle, bambina,
ti prego:
non dirlo a nessuno, sii sempre ribelle.
SERGIO
MOSSINO
POESIA
n. 14
III°
PREMIO
Gridano i giovani
parole ad effetto
per le
strade, ovunque,
nelle scuole
più che la gioia
il
loro grido
somiglia a un pianto.
Gridano forte
ogni cosa
i loro suoni
sono rumori assordanti
che
rimbomban nel petto
gridano il sesso di rabbia
per
non saper cosa vuol dire amore.
Gridano contro le
guerre
dei grandi
per coprir l'amarezza
delle
liti in famiglia
contro il maestro
che parla da
solo
contro il mondo
creato dagli altri
che
non sanno spiegare
a cosa serve star qui
sulla
Terra aspettando la morte.
Se un Dio c'è
è di
un'altra generazione.
Gridano i giovani
per coprir
col rumore
la paura di poter sentire
dentro
l'angoscia
del vuoto.
CRISTINA
MANTISI
POESIA
n. 15
Ora che ti ho perduta, so che non ti potrò più riavere,
so
anche che quando ti avevo, troppo poco ti ho amata,
crescendo
infine, ti lasciai andare, senza capire, senza vedere,
che
se te ne andavi a me, mai più saresti ritornata.
Quando per me era primavera, da essa assai poco ho
avuto,
perché non potei avere le carezze di chi mi
ha generato,
perché rimasto orfano, molto faticai,
eppure son cresciuto,
così imparai ad amare chi d'amor
sincero mi ha ricambiato.
Dopo di te venne l'estate, da esso ho avuto tante
cose,
mi son fatto una famiglia con chi mi ha voluto
tanto bene,
ora dopo tanti anni so che tra le spine
ci son pure le rose,
dopo l'estate venne l'autunno,
eppure ancor ci vogliamo tanto bene.
Domando a te primavera ormai lontana, se me lo vorrai
dire,
quanti saranno i fiori sbocciati? prima che
venga la mia sera,
vorrei dare un nome ai colori
ed ai profumi che posso sentire,
ED ELENCANDO MANE
E SERA SAPERE IL NUMERO DEI FIORI
a
primavera.
Se riuscirò ad elencare i fiori coi colori, ti sarò
vicino
forse riuscirò capire quanto meravigliosa
e grande è la natura
mi piacerebbe sapere il numero
dei petali danzanti nel vento maggiolino,
con tinte
color pastello, scese dal tuo magico pennello o primavera.
Ora che è inverno non posso implorarti per farti
capire,
che quando mi accompagnavi, tenendomi per
la mia rude mano,
io di te quasi non mi sono accorto,
perché avevo troppo da scoprire,
ora implorando vorrei
dirti torna, ma ormai sei troppo lontana.
MICHELE
MARGARIA
POESIA
n. 16
Pensarti
è una gioia infinita
arroccato
sulle alture, un tempo inespugnabile
ma
ora docile nel mostrarti all'occhio straniero.
poggi
i piedi nel torrente e la testa tra i pini,
antiche
le tue radici, qua e la muti testimoni di pietra
ricordano
al presente il tuo passato.
a
tutti concedi il passo sulle tue
tortuose
e ripide strade,
ora
e per sempre.
VITTORIO
BONGIOVANNI
POESIA
n. 17
Turbinosi mazzuoli sui timpani…
un
lampo violento!
E - in crescendo - il vento
su
fogliame perduto
squarcia il mio battello
che
lascia tracce di linfa e corteccia.
Voce
abbattuta di contrabbasso
gemito
di violoncello
Paziente
indifferenza del Tutto
nella
disarmonia d'un fremito.
Poi pare il crescendo allentarsi
mutando - in
tiepidi accordi -
tramontane in brezze:
e
il fosso svela la pinna
e
rotola da un becco una goccia
nell'eco
metallica del triangolo.
Pare il crescendo arenarsi
alla rocca abbrunata
del bosco
Torrentelli
s'abbeverano
scrosciando
al pizzico d'arpe
Sgocciolare
di
note bianco-nere dal pianoforte.
D'arcobaleno - sui miei occhi - colorate bende
vacillano
roteando
il
rostro d'un falco nel tramonto rosso.
Borbotta una gronda.
Sullo stagno armonie puntiformi
piatte.
GIOVANNI
BOTTARO
POESIA
n. 18
I°
PREMIO
Sera di settembre nella cucina…
…salutare perché il profumo delle castagne sul fuoco
riscalda il cuore,
…fumosa perché la legna nel camino è sempre scoppiettante,
…allegra per le risa dei ragazzi in attesa delle
paste di meliga,
…materna perché le donne vi lavorano da anni pazientemente,
…antica perché abitata da diverse generazioni,
…luminosa per i sorrisi dei nonni durante le veglie,
…riposante perché vi si recuperano le forze,
…calda perché il caffè di ghiande è sempre pronto,
…viva perché la famiglia è raccolta intorno alla
tavola,
…accogliente perché racchiude gli affetti più cari,
…profumata perché sulla stufa sta cocendo il fugazin
di patate,
…tranquilla perché i più piccoli sono stati messi
a letto,
…silenziosa ora tutti sono a riposare,
…vuota i ragazzi hanno intrapreso la loro strada,
…piena…solo di ricordi.
BARBARA
RUARO
POESIA
n.19
Chiedimi com'è il vento
sollevato dalla tempesta,
che
ti scompiglia
il lieve equilibrio dell'anima,
e
trascina tra detriti di vita
pallori di quotidianità.
Chiedimi
com'è forte la Sua mano
che ti àncora a nuove certezze;
che
ti trascina, oltre quel buio,
in infiniti spazi inondati
di luce.
Chiedimi perché credo in Dio.
PAOLO
ODASSO

